Sui diritti civili non si torna indietro: forte e chiaro il messaggio dalla manifestazione di sabato 30 marzo a Verona.

Un fiume di gente. Una marea coloratissima e pacifica, tante voci diverse, tanti slogan e tanti cartelli, creativi, ironici, sbeffeggianti i contenuti ed i protagonisti del Congresso Mondiale delle Famiglie che si stava tenendo, in sordina e nel chiuso della Gran Guardia, a pochi metri di distanza dal percorso del corteo.

Noi c’eravamo, con tre pullman, in treno e con diverse auto, la CGIL di Rovigo era presente con, all’incirca, duecento partecipanti.

E’ stata una giornata importante per quanti hanno potuto parteciparvi per opporsi all’onda, sempre più palpabile, di rivalsa delle destre sui diritti civili che, nel nostro paese, si sono affermati con tanta difficoltà e con anni di lotte sociali, civili e sindacali.

Abbiamo manifestato per affermare che i diritti civili non si toccano e contro l’ipocrisia di chi, stando al governo, dichiara di voler favorire le politiche per la famiglia e poi pensa a leggi per limitare il divorzio attraverso l’affidamento dei figli ed attacca la legge 194 sull’interruzione di gravidanza come se questa non fosse già messa in discussione dalla chiusura progressiva dei consultori, dal drammatico numero di obiettori di coscienza negli ospedali pubblici, dalla mancanza di educazione sessuale a partire dalle scuole e dal sempre più difficile accesso alla contraccezione che sono i veri problemi che ne impediscono la compiuta realizzazione.